Le Città Imperiali del Marocco: cosa vedere tra Rabat, Fes e Marrakech

Aggiornato il 5 novembre 20268 min di letturaRedazione FINI VIAGGI
Le Città Imperiali del Marocco: cosa vedere tra Rabat, Fes e Marrakech
In questo articolo · 10 paragrafi
  1. Rabat, la capitale sull’oceano
  2. Meknes, la città di Moulay Ismail
  3. Volubilis e Moulay Idriss
  4. Fes, la medina più antica
  5. Il Medio Atlante, tra cedri e villaggi berberi
  6. Marrakech, la città rossa
  7. Casablanca e la moschea Hassan II
  8. Cosa mangiare: tajine, couscous e tè alla menta
  9. Quando andare e cosa sapere prima di partire
  10. Il nostro viaggio di gruppo in Marocco: 27 marzo – 3 aprile 2027

Il Marocco delle Città Imperiali è un viaggio nel tempo. Rabat, Meknes, Fes e Marrakech sono state, in epoche diverse, capitali delle dinastie che hanno governato il Paese, e ognuna ha lasciato mura, porte monumentali, moschee e medine che oggi sono patrimonio dell’UNESCO. In pochi giorni si passa dall’oceano Atlantico alle montagne del Medio Atlante, fino alle porte del deserto.

In questa guida trovi cosa vedere nelle Città Imperiali del Marocco, cosa mangiare e cosa sapere prima di partire. In fondo ti raccontiamo il nostro viaggio di gruppo di Pasqua 2027, con volo da Napoli, hotel e visite già organizzati.

Rabat, la capitale sull’oceano

Rabat è la capitale del regno, una città ordinata e tranquilla affacciata sull’Atlantico. Il suo simbolo è la Torre Hassan, il minareto incompiuto di una moschea che alla fine del XII secolo doveva essere tra le più grandi del mondo islamico: oggi resta la torre in pietra rosata, circondata da una distesa di colonne.

Proprio di fronte c’è il Mausoleo di Mohamed V, in marmo bianco e tetto verde, dove riposano il re che guidò il Marocco all’indipendenza e il figlio Hassan II. Poco più in là, sulla foce del fiume, la Kasbah degli Oudaya è un piccolo borgo fortificato di vicoli bianchi e azzurri, con un giardino andaluso e una terrazza sul mare.

La Torre Hassan e le colonne della moschea incompiuta a Rabat
La Torre Hassan, simbolo di Rabat.

Meknes, la città di Moulay Ismail

Meknes è la più raccolta delle Città Imperiali, ed è quella che meglio racconta un solo sovrano: il sultano Moulay Ismail, che tra Seicento e Settecento ne fece la sua capitale e la circondò di mura lunghe circa 40 chilometri. L’ingresso alla città imperiale è la Bab Mansour, una delle porte più belle del Marocco, coperta di maioliche verdi e decori in rilievo.

Dentro le mura ci sono la vecchia medina, l’antico quartiere ebraico e il Mausoleo di Moulay Ismail, uno dei pochi luoghi sacri del Paese in cui possono entrare anche i visitatori non musulmani.

La porta di Bab Mansour a Meknes
Bab Mansour, la porta monumentale di Meknes.
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Volubilis e Moulay Idriss

A una trentina di chilometri da Meknes, in mezzo agli uliveti, ci sono le rovine di Volubilis, la città romana più importante del Marocco e patrimonio UNESCO. Si cammina tra le colonne della basilica, l’arco di trionfo dedicato a Caracalla e le case con i pavimenti a mosaico ancora al loro posto, con scene mitologiche e animali. Il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando la luce scalda le pietre.

Sulla collina di fronte si vede Moulay Idriss, la città santa, con le case bianche raccolte intorno al mausoleo di Idris I, il fondatore della prima dinastia islamica del Marocco. È un luogo di pellegrinaggio e si ammira dall’alto, da uno dei belvedere sulla strada.

Le rovine romane di Volubilis in Marocco
Volubilis, la città romana tra gli uliveti.

Fes, la medina più antica

Fes è la capitale culturale e spirituale del Marocco, ed è gemellata con Firenze. La sua città vecchia, Fes el-Bali, è patrimonio UNESCO dal 1981 ed è una delle più grandi aree urbane al mondo senza auto: migliaia di vicoli stretti dove si muovono solo persone e asinelli carichi di merci. Senza una guida ci si perde in pochi minuti, ed è anche questo il suo fascino.

Qui c’è l’università di Al Quaraouiyine, fondata nell’859 da Fatima al-Fihri e considerata la più antica ancora in attività. Tra una bottega e l’altra si scoprono le medersa, le antiche scuole coraniche: la Bou Inania e la Attarine, del Trecento, sono decorate con legno di cedro intagliato, stucchi e mosaici di maiolica. Poco lontano c’è la fontana Nejjarine, e la città è famosa anche per le sue concerie, con le vasche di pelli colorate viste dalle terrazze.

I vicoli della medina di Fes in Marocco
La medina di Fes, un labirinto di vicoli e botteghe.

Il Medio Atlante, tra cedri e villaggi berberi

Da Fes a Marrakech la strada attraversa il Medio Atlante, e il paesaggio cambia completamente: altipiani verdi, boschi di cedri e villaggi berberi. Si passa da Ifrane, chiamata la “Svizzera del Marocco” per le case con il tetto spiovente costruite negli anni Venti, e da Immouzer Kandar, dove si lavora il legno di cedro. In primavera qui fa ancora fresco, mentre più a sud si torna al sole e ai colori caldi del Marocco del sud.

Marrakech, la città rossa

Marrakech fu fondata nell’XI secolo dagli Almoravidi e deve il soprannome di “città rossa” al colore delle sue mura e delle sue case. Il punto di riferimento è il minareto della Koutoubia, alto circa 77 metri, che si vede da quasi tutta la città. Da vedere il Palazzo della Bahia, dell’Ottocento, con cortili, giardini e soffitti dipinti, e la Medersa Ben Youssef, la più grande scuola coranica del Marocco.

Il cuore di tutto è la piazza Djemaa El Fna, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Di giorno ci sono gli incantatori di serpenti, i venditori d’acqua e le bancarelle di spremute; al tramonto arrivano musicisti, cantastorie e i banchi del cibo, e la piazza diventa un enorme ristorante all’aperto. Tutto intorno si aprono i souk, dove si contratta per tappeti, lanterne, spezie e babbucce.

A circa quaranta minuti dalla città c’è il deserto di Agafay, un deserto di pietra con colline color sabbia e la catena dell’Alto Atlante sullo sfondo: è la meta più comoda per vedere un tramonto nel deserto senza allontanarsi troppo.

La piazza Djemaa El Fna a Marrakech al tramonto
Djemaa El Fna, il cuore di Marrakech.

Casablanca e la moschea Hassan II

Casablanca è la capitale economica del Paese, una metropoli moderna sull’oceano. Il suo monumento è la moschea Hassan II, inaugurata nel 1993 e costruita in parte sopra il mare: il minareto supera i 200 metri ed è tra i più alti del mondo. È una delle poche moschee del Marocco aperte ai visitatori non musulmani, con visite guidate a orari fissi.

Da vedere anche il quartiere degli Habous, la “nuova medina” costruita negli anni Trenta, con le sue arcate e le pasticcerie tradizionali, e il quartiere residenziale di Anfa, con le ville affacciate sull’oceano.

La moschea Hassan II a Casablanca sull'oceano Atlantico
La moschea Hassan II, costruita in parte sul mare.

Cosa mangiare: tajine, couscous e tè alla menta

Il piatto simbolo è il tajine, lo stufato cotto lentamente nell’omonimo tegame di terracotta con il coperchio a cono: pollo con limone confit e olive, agnello con prugne e mandorle, o kefta con le uova. Il couscous con verdure e carne è il piatto della famiglia, che per tradizione si mangia il venerdì.

A Fes non va persa la pastilla, una sfoglia croccante ripiena, dolce e salata insieme, spolverata di zucchero e cannella. La sera si comincia spesso con la harira, una zuppa di legumi e pomodoro. E poi c’è il tè alla menta, verde, molto zuccherato e versato dall’alto: offrirlo è un gesto di benvenuto, e rifiutarlo non è educato.

Quando andare e cosa sapere prima di partire

  • Clima: la primavera è il periodo migliore. A fine marzo le giornate sono miti e soleggiate, con sere fresche; sul Medio Atlante fa freddo, quindi serve una giacca.
  • Ramadan: nel 2027 dovrebbe concludersi intorno al 10 marzo, quindi a fine mese ristoranti e locali hanno i soliti orari.
  • Fuso orario: il Marocco ha di solito la stessa ora dell’Italia d’inverno; quando da noi scatta l’ora legale, l’orologio va indietro di un’ora.
  • Documenti: serve il passaporto con almeno sei mesi di validità; per i cittadini italiani non serve il visto per un viaggio turistico. Prima di partire controlla gli aggiornamenti su Viaggiare Sicuri della Farnesina.
  • Moneta: si paga in dirham, che si cambiano sul posto; nei negozi e nei souk si usano soprattutto i contanti, mentre gli hotel accettano le carte.
  • Lingua: le lingue ufficiali sono l’arabo e il berbero, ma il francese è parlato quasi ovunque.
  • Abbigliamento: nei luoghi religiosi e nelle medine meglio avere spalle e ginocchia coperte. Scarpe comode: nelle medine si cammina molto, su selciato e scalini.
  • Foto e souk: prima di fotografare le persone chiedi sempre il permesso. Nei souk si contratta: è parte del gioco e si fa con il sorriso.

Il nostro viaggio di gruppo in Marocco: 27 marzo – 3 aprile 2027

Se vuoi scoprire le Città Imperiali senza pensare a voli, hotel e trasferimenti, nelle vacanze di Pasqua 2027 partiamo insieme. Il programma tocca tutti i luoghi di questa guida, con una guida che parla italiano e un accompagnatore sempre con il gruppo:

  • Volo di linea Royal Air Maroc da Napoli, andata e ritorno, con tasse aeroportuali
  • Sette notti in hotel 4 stelle in pensione completa, con una cena tipica in ristorante a Marrakech
  • Rabat, Meknes, Volubilis, Fes, il Medio Atlante, Marrakech e Casablanca in pullman con aria condizionata
  • Ingressi a Volubilis, alla Medersa o al Museo Nejjarine, al Palazzo della Bahia e alla Medersa Ben Youssef o al Museo Dar Si Said
  • Una giornata libera a Marrakech, con la possibilità di un’escursione nel deserto di Agafay
  • Assicurazione medico e bagaglio compresa

I posti sono solo 15 e le prenotazioni si chiudono il 15 febbraio 2027. Su richiesta puoi avere la camera singola e raggiungere l’aeroporto di Napoli con il nostro bus. Programma giorno per giorno, quota e prenotazione sono nella pagina del viaggio.

Scopri il viaggio in Marocco →

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