curiosità sul carnevale di venezia

Ecco alcune curiosità sul Carnevale di Venezia che forse non conoscevi!

“Buongiorno Siora Maschera”, questo era il saluto che si sentiva lungo le calli, i canali e listoni poiché la persona, con il suo ceto sociale e il sesso, non esisteva più e si entrava nell’illusione del carnevale dove tutto può accadere.
Le maschere erano fabbricate dagli artigiani chiamati mascherieri, che appartenevano al gruppo di pittori.
Le maschere non erano utilizzate solo a carnevale ma anche in altri periodi dell’anno, specialmente la Bauta e la Moretta, usate in più occasioni (spesso illegali), in cui si voleva mantenere l’anonimato.

La bauta è una maschera composta da un manto nero chiamato tabarro, un tricorno nero che si indossa sul capo e la larva, una maschera bianca.
La Moretta è una maschera in velluto con cappellino e veletta, molto intrigante, che la si portava tenendo all’interno della bocca un bottoncino, il che rendeva impossibile all’indossatrice di parlare e farsi riconoscere.

Non manca la raccapricciante maschera del Medico della Peste, formata da occhi di vetro e un lungo becco cavo, ispirata ai medici che circolavano durante la pestilenza a Venezia e che indossavano maschere simili, con un lungo mantello scuro per non essere infettati dalla gente.

Ancora la Gnaga, indossata da uomini, che costituiva l’alter ego della della Moretta. La maschera è fatta da abiti femminili, una cuffietta bianca, la maschera sul volto con le sembianze da gatta e una cesta in braccio dove veniva messo un gattino. Il personaggio si doveva atteggiare da “donna del popolo”, emettendo suoni striduli e miagolii beffardi

Oltre ad artisti di strada e spettacoli sull’acqua, ci sono tanti eventi che si tengono ogni anno per il Carnevale di Venezia.

Ecco i più importanti.

Taglio della testa del toro

Il Taglio della testa al toro si teneva giovedì grasso in Piazza San Marco ed è legato alla storia della Serenissima e alle sue vittorie. Un corteo trascinava davanti al Doge tre buoi inghirlandati ai quali veniva tagliata la testa, tra gli applausi e le urla del pubblico.
Da questo episodio tra l’altro nasce il motto “tagliare la testa al toro”, ad indicare la fine delle lotte e dello spettacolo.

Il Taglio della testa al toro si teneva giovedì grasso in Piazza San Marco ed è legato alla storia della Serenissima e alle sue vittorie. Un corteo trascinava davanti al Doge tre buoi inghirlandati ai quali veniva tagliata la testa, tra gli applausi e le urla del pubblico.
Da questo episodio tra l’altro nasce il motto “tagliare la testa al toro”, ad indicare la fine delle lotte e dello spettacolo.
Oggi questo evento cruento non si tiene più ma è ricordato con carri allegorici e maschere.

Il Volo dell’Angelo

Secondo la tradizione il Volo dell’Angelo apre i festeggiamenti del carnevale.
Il primo che lo fece, verso la metà del Cinquecento, fu un giovane acrobata turco che solo con un bilanciere riuscì ad arrivare in cima al campanile di San Marco, camminando sopra una lunga corda che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta.
Dopo il successo di quell’impresa, vollero provare in molti a cimentarsi in questa sfida chiamata lo “svolo del Turco”. Nel 1759, però, l’esibizione finì in tragedia perché l’acrobata si schiantò al suolo tra la folla sbigottita.
Si vietò così il volo svolto in quelle modalità, sostituendo una colomba in legno all’acrobata e ribattezzandolo lo “svolo della Colombina”.

Attualmente si tiene il Volo dell’Angelo secondo le modalità originali, con un artista in carne ed ossa al posto della colombina. È la vincitrice del concorso di bellezza delle ‘Marie’ che si lancia dal Campanile di San Marco, lentamente ed attaccata ad una fune, per raggiungere Palazzo Ducale. 

La Festa delle Marie

In passato era usanza celebrare il giorno della benedizione delle spose, durante il quale venivano benedetti i matrimoni di dodici ragazze, scelte tra le più povere e belle di Venezia. Durante una di queste celebrazioni, dei pirati rapirono le spose con tutti i gioielli e la dote, ma dei veneziani valorosi riuscirono a liberarle e portarle in salvo.
In onore di questa vittoria si istituì la Festa delle Marie, durante la quale a 12 ragazze veneziane in età da marito veniva offerta una ricca dote.
Oggi, la festa si apre con un corteo sull’acqua che accompagna le 12 fanciulle, in abiti medievali e rinascimentali, dalla Chiesa di San Pietro di Castello fino in Piazza san Marco. Dopo una sfilata, la più bella riceve il titolo di Maria dell’anno e un consistente premio.
Come anticipato, la vincitrice sarà protagonista anche del “volo dell’angelo” l’anno successivo a quello della sua vittoria, un emozionante volo nel quale indosserà un costume a tema con il carnevale e si lancerà dal campanile.

Concorso la Maschera più bella

Come ogni anno chiunque può sfoggiare il proprio abito durante la sfilata che si tiene in piazza San Marco e partecipare al concorso per essere incoronato “la maschera più bella”. Ci si può iscrivere gratuitamente online e partecipare, sfilando poi sul palco allestito in un giorno del periodo di carnevale. Il vincitore è scelto direttamente dal pubblico.

Ecco 5 curiosità sul Carnevale di Venezia da sapere:

 

    • Ai veneziani piaceva così tanto mascherarsi (specialmente per compiere malefatte) che nel 1339 ci fu una vera e propria legge che vietava di girare a volto coperto per la città di notte. E nel Seicento si proibì di entrare in chiesa con la maschera 

    • Il Carnevale di Venezia non si è mai fermato e non poteva essere interrotto. L’unico anno è stato nel 2020 a causa della pandemia da Covid.

    • Sul ponte del rio di San Barnaba (Ponte dei Pugni) e su quello di Santa Fosca puoi scorgere a terra una sagoma di un piede. Questa segnava il punto di inizio della battaglia di Carnevale che si svolgeva tra gli operai dell’Arsenale, ovvero i Castellani, e i pescatori, i Nicolotti. Un’animata lotta che spesso finiva nell’acqua dei canali!

    • Se oggi il Carnevale coincide con il periodo per pasquale, in passato durava diversi mesi, dalla prima domenica di ottobre fino ai giorni che precedevano la Quaresima. E questo periodo consentiva ai Veneziani di lasciar da parte le occupazioni per dedicarsi al divertimento e alla spensieratezza!

    • La maschera più antica e inquietante è il Medico della Peste, che si riconosce subito per la forma allungata a becco. È stata inventata nel Seicento per visitare il lazzaretto

 

 

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